Dei diritti, sul serio, chi se ne sta occupando?

Domenica 5 ottobre 2014, in molte piazze italiane si sono tenute in contemporanea manifestazioni delle “Sentinelle in piedi”, un gruppo nato a ridosso della discussione del DDL Scalfarotto sull’omofobia e sulla falsa riga del movimento francese “Manif pour tous”, nato a Parigi per contrastare la legge – poi approvata – del governo Hollande che consente il matrimonio anche alle coppie di persone dello stesso sesso.

La manifestazione doveva svolgersi in 100 piazze che dal programma in realtà erano 83, e di cui 29 sono state annullate, ovvero sono diventate 54 piazze.

Il movimento LGBT e le associazioni che ne fanno parte/lo rappresentano non hanno avuto un comportamento omogeneo verso queste manifestazioni, a Roma ad esempio si è preferito come già in passato non contro-manifestare per non dare risalto alla manifestazione originale, questione di scelte politiche e tattiche, ma dai video pubblicati sui social e su molte testate nazionali e locali si vede come invece molta della cosiddetta società civile non è rimasta a guardare e ha detto la sua, in alcuni casi arrivando anche a fermare la manifestazione delle Sentinelle come a Torino.

Personalmente sono dell’opinione che reagire con violenza non sia mai un bene ma viste le immagini di Napoli su Fanpage, e soprattutto le scene a manifestazione finita qualche dubbio in merito mi viene.

sentinella_napoli_2

Resta comunque che è acclarato che queste manifestazioni delle Sentinelle sono partecipate da attivisti di movimenti quali Forza Nuova e Militia Christi, cosi come il marchio “Sentinelle in Piedi” è un dato di fatto che appartenga a persone vicine ad Alleanza Cattolica, in barba al loro essere un gruppo apolitico ed apartitico.

Ma perché stiamo parlando delle Sentinelle?

Semplicemente perché il tema dei diritti delle persone LGBT è scomparso dalla scena politica odierna lasciando cosi spazio a tutti quei movimenti che cercano di far pressione sull’opinione pubblica con discorsi e ragionamenti omofobi, falsi ed anche privi di un qualsiasi fondamento scientifico.

Si è vero, è di pochi giorni fa la notizia che il Premier si è dotato di una “consigliera” in materia di pari opportunità, l’onorevole Giovanna Martelli, dopo che erano girate voci insistenti di una delega per questi temi all’onorevole Micaela Campana, neo membro della segreteria, che già in passato se ne era occupata.

Come dicevo, il Premier si è dotato di una consigliera, non ha istituito un ministero come fece Letta con la ministra Idem ne come fece Berlusconi con la ministra Carfagna, ci chiediamo quindi quale sia il vero contributo che questa nuova figura possa apportare.

Ricordiamo bene che sebbene timido, anzi molto timido, sull’argomento il Premier si era espresso con chiarezza sin dalle primarie del 2012: civil partnership – prima come in inghilterra, poi diventate alla tedesca – e stepchild adoption (ovvero la possibilità di adottare un/una figlio/a del/della partner preesistente alla coppia). E basta.

Abbiamo anche sentito tutti il Premier definire il DDL Scalfarotto una buona proposta di legge, quando questa è invece osteggiata da giuristi ed associazioni, in primis dalle associazioni LGBT, perché grazie al compromesso che ha portato all’inserimento del subemendamento Gitti essa lascia ampio spazio di manovra a partiti ed organizzazioni di perorare azioni e discorsi omofobi.

Lo abbiamo poi sentito, da quando è al governo, annunciare che una legge sulle “unioni civili” ci sarebbe stata presto, nei primi 100 giorni poi divenuti 1000 e che il governo avrebbe presentato una sua proposta di legge che avrebbe superato quella della Senatrice Cirinnà.

Insomma, tanti gli annunci, ma cosa serve quindi una consigliera?

Vogliamo essere fiduciosi e sperare che questa scelta precluda una qualche decisione e conseguente azione, cosa che sappiamo già non ci soddisferà, d’altronde la nostra posizione in materia di diritti LGBT è chiara, ma che possiamo discutere e provare a migliorare il più possibile affinché si avvicini a ciò che per noi è l’unico modo per garantire pari dignità a chiunque.

Vogliamo esser fiduciosi che tutto questo accada quanto prima anche alla luce delle fughe in avanti del Ministro della giustizia Alfano che dichiara di voler ordinare ai sindaci – a mezzo Prefettura – di non trascrivere unioni di persone dello stesso sesso nei registri comunali, una dichiarazione che ha scatenato un diluvio di comunicati stampa di esponenti del PDma non ho letto una dichiarazione in merito del Premier capo del governo – che chiedono una legge in materia ed ai quali io chiedo umilmente: ma oltre i comunicati stampa cosa fate in concreto per questa legge?

Ecco, io sono convinto, e lo affermo sempre, che il bene delle persone, delle società, non può misurarsi solo attraverso l’economia ed un governo ha il dovere di assicurare questo bene a 360°, e ritengo che dopo tanto attendere sia giunto il momento.

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