Il dimenticatoio ed il marketing politico

Ho ripreso a leggere “Qualcuno ci giudicherà” di Pippo Civati dopo averlo comprato 13 giugno, averlo cominciato ed abbandonato diverse volte.

Ho deciso di leggerlo – nel senso di portarne a termine la lettura – per un bisogno di chiarezza mia personale, e lo sto facendo lentamente, come leggevo un libro di analisi all’università o uno di filosofia al liceo.

A proposito de “il dimenticatoio” (pag. 27) – parola a quanto pare intraducibile in altre lingue – trovo:

E’ marketing politico, ma rovesciato: non al servizio delle idee che si ritengono giuste, bensì strumento per sondare ciò che è popolare, ciò che il mercato chiede, per poi soddisfarlo. Quasi ogni posizione fosse intercambiabile, e, appunto, contasse solo essere popolari, costruire status più che statisti, celebrity più che credibilità.
Eppure – e potrei pensare per primo di essere un sognatore – tutto questo si può rovesciare. Prima definire che cosa si è, e solo dopo chiedersi se si piace a qualcuno.

OK.

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