Sulla Legge per le Unioni Civili

20140716-Incontro Cirinnà-LoGiudiceIeri sera sono stato alla festa dell’Unità di Roma per ascoltare il previsto dibattito sulla proposta di legge sulla “Regolamentazione delle Unioni Civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze” che ha come relatrice la Senatrice Monica Cirinnà.

Non sono intervenuto a fine presentazione perché ho apprezzato quanto detto da Cirinnà e Lo Giudice, ovvero: questa legge sarà solo ed esclusivamente il primo passo e dal giorno dopo la sua entrata in vigore si comincerà a lavorare per far si che anche da noi, come già in altri paesi, quali ad esempio Francia ed Inghilterra, questo modello alternativo di famiglia – parlo ovviamente solo delle Unioni Civili – venga superato e si applichi la legislazione attualmente in vigore esclusivamente per le coppie di persone di sesso diverso, ovvero il matrimonio.

A fine dibattito – che in realtà non c’è stato, ma c’è stata solo la presentazione dei Senatori presenti – ho avuto modo di parlare e conoscere la Senatrice Cirinnà alla quale ho espresso il mio apprezzamento per il lavoro ed ho chiarito la mia posizione politica quale membro – riconoscibilissimo – del partito. Ho affermato quanto segue:

  • questa legge non è la mia legge poiché di fatto istituisce un apartheid legale creando un istituto ad hoc per le sole coppie di persone dello stesso; essa sebbene garantisca piena uguaglianza grazie all’articolo 3, allo stesso tempo esclude senza possibilità di dubbio l’adozione di minori ma consente l’adozione di eventuali figli del partner (Stepchild adoption),
  • io ritengo che il matrimonio egualitario sia l’unica forma accettabile per riconoscere la piena uguaglianza formale e sostanziale delle coppie, qualunque sia l’orientamento dei loro componenti, tuttavia non posso non riconoscere come questo testo sia apprezzabile e da sostenere in questo momento a patto che sia stabilito quale soglia minima sotto la quale non si scende,
  • ritengo alcuni passaggi risibili, quali ad esempio quello sull’estensione dei termini “coniuge”, “marito” “moglie” anche ai componenti di una unione civile essendo tali termini culturalmente legati all’istituto del matrimonio, ma comprendo lo loro funzionalità,
  • qualsiasi eventuale modifica peggiorativa – al ribasso – a questo testo, farà cadere qualsiasi appoggio da parte mia.

Ho infine dato la mia disponibilità – che qui confermo – a dare una mano fuori e dentro il partito perché questo testo arrivi al traguardo integro.

5 pensieri su “Sulla Legge per le Unioni Civili

  1. dipende da quanto Renzi ci vuole metter la faccia, da qui la mia posizione politica: sostengo questa legge se resta cosi, se peggiora allora sarò oppositore anche io… in commissione si aspettano il Vietnam – testuali parole – ma sembra siano decisi a nn scendere sotto questo livello…
    come sai, però, tra il dire ed il fare…

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