Ministre a confronto

Se la Ministra Livni in Israele celebra matrimoni tra persone dello stesso sessosi, avete capito bene, li si può fare – da noi la Ministra Giannini – Giannini chi? – di Scelta Civica – Scelta Civica chi? – ci fa sapere dalle pagine di Avvenire che

Mai più casi come quello del Liceo classico “Giulio Cesare” di Roma (dove ai ginnasiali di 15 anni è stato fatto leggere un romanzo i cui contenuti sono stati giudicati «inopportuni» e «sconvenienti» dalla Presidenza del Senato, che ha impedito fossero inseriti stralci del testo in un’interrogazione) o come quello del Liceo ginnasio “Muratori” di Modena, dove è stata organizzata una conferenza del transessuale Luxuria, senza prevedere il contraddittorio e, soprattutto, senza avvertire i genitori degli studenti, che infatti hanno molto protestato.

Eppure, in quanto a “grado di religiosità” non credo che i due paesi siano tanto diversi…

Per la cronaca: la attuale ministra Giannini presentatasi come capolista alle ultime elezioni europee (25/5/2014) ha ricevuto poco più di 3000 preferenze, mentre il suo partito si è attestato sotto l’1%.
Ora mi chiedo a che titolo faccia ancora parte dell’esecutivo del Primo Ministro Renzi, e per di più di un ministero importante quale quello dell’istruzione.
Ecco, spiegatemelo.

Un pensiero su “Ministre a confronto

  1. No, in Israele non si possono celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso, esattamente come non si possono celebrare matrimoni civili. Gli unici matrimoni possibili sono quelli religiosi, che sono soggetti a particolari norme e restrizioni (fondamentalmente, i due rabbini a cui fanno capo i due sposi devono dare il loro benestare, che dipende da vari fattori compreso se sia il caso che uno di una tribù elevata si sposi con uno di una tribù più bassa, non è che un ebreo russo impalma una askhenazita così su due piedi). E’ invece possibile ricorrere a delle unioni civili per persone dello stesso sesso, che vengono trascritte dal ministero dell’Interno. Nella trascrizione, si tiene conto solo dei cittadini di nazionalità israeliana, degli altri non gliene importa niente a nessuno. Queste cerimonie civili hanno creato il business dei viaggi organizzati da apposite agenzie che mandano gli “sposi” a celebrare all’estero – Cipro è una meta molto gettonata – poi si occupano della richiesta di registrazione (e non di trascrizione).

    Quindi la ministra non ha celebrato alcun matrimonio, non essendo ella un rabbino e non essendo quindi autorizzata a farlo. In Israele non esiste il matrimonio civile come esiste, invece, in Italia.

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