9 maggio 1978 (la notte buia dello stato italiano)

Trentaquattro anni fa, il 9 maggio 1978, venivano uccisi Peppino Impastato e Aldo Moro: il giornalista/attivista e il Presidente della Democrazia Cristiana furono vittime di mafia e terrorismo.

Nella notte, a Cinisi, in provincia di Palermo, il giornalista Peppino Impastato, 30 anni, candidato nella lista di Democrazia proletaria alle elezioni comunali viene ritrovato sui binari e all’inizio non si sa ancora se si tratta di suicidio, delitto mafioso o attentato. Poi si capirà
Ma la notizia passa quasi inosservata a causa del ritrovamento del corpo di Aldo Moro.

Il politico fu ucciso dalle Brigate rosse che lo trucidarono con una raffica al cuore: nel suo corpo almeno undici colpi d’arma da fuoco.
Il cadavere fu infilato nel bagagliaio di una Renault 4 rossa parcheggiata in via Michelangelo Caetani, una piccola strada nel cuore della vecchia Roma, a un passo da via delle Botteghe Oscure (dove c’è la sede del Pci) e non lontano da piazza del Gesù (dove c’è quella della Dc).

Da allora questa data viene ricordata come “la notte buia dello stato italiano” quando due persone furono uccise
per l’idea che avevano di stato: libero, giusto, coraggioso.

“Era una notte buia dello stato italiano
Quella del 9 maggio ’78
La notte di via Caetani e il corpo di Aldo Moro
L’arma dei funerali di uno stato”

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