Addio Articolo 18

Repubblica riporta alcune anticipazioni sul famoso – famigerato? – Jobs Act renziano.

Tra i titoli c’è quello del “Contratto Unico“, ovvero lo sfoltimento della giungla di offerte contrattuali a cui si è sottoposti quando si cerca un lavoro a favore di un “contratto unico a tempo indeterminato e a tutele crescenti. Senza quindi le tutele previste dall’articolo 18 per almeno i primi tre anni”.
Ecco, so che un caso particolare non fa regola, ma io che lavoro nel campo dell’informatica e mi occupo di System Integration sono abituato a non lavorare mai per più di tre anni presso lo stesso cliente.
Già, perché la regola oggi vuole che i bandi di gara fatti dalle grandi aziende abbiano al massimo durata triennale…
Ora, dal momento che le aziende non sono mai – o quasi – provviste delle figure professionali necessarie all’atto di rispondere ad un bando di gara, ma le reclutano quando la gara è vinta e serve provvedere all’adempimento degli accordi scritti nel bando, ne consegue che quei lavoratori avranno si un contratto a tempo indeterminato ma privo di alcuna tutela per tutta la durata del lavoro legato a quella gara… e chissà se la loro azienda poi vince di nuovo la gara successiva…

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