Il mio intervento

A seguire potete leggere ciò che ho detto ieri all’Assemblea del Partito Democratico di Roma.
Enjoy.

Una società equa e solidale è tale quando c’è armonia tra tutti i suoi componenti, soprattutto tra generi, razze, orientamenti sessuali ed identità di genere diverse. Per fare ciò è necessario un grande sforzo culturale che comincia dall’educazione alle differenze fino ad arrivare al pieno riconoscimento delle diversità e dei loro diritti. E’ inutile provare a dare definizioni o cercare un momento in cui porre l’inizio delle discussioni sui diritti, di qualsiasi diritto, perché questi sono sempre esistiti e solo le continue mutazioni delle società portano di volta in volta al centro della discussione politica la loro analisi e conseguentemente la necessità della loro “gestione”.

La via da seguire è l’aderenza alla realtà, allo sviluppo che nella pratica ha assunto la nostra società. Ciò che esiste non si può negarlo, capiamolo ed affrontiamolo.

Il metodo da adottare è quello della laicità come definita da Marilisa D’Amico(*):
“La laicità è quella casa comune in cui i cittadini, credenti e non, si riconoscono nelle proprie, diverse, visioni della vita, senza tentare di prevaricare gli uni sugli altri”

Laicità significa anche metodo laico, criterio che adottato dalle istituzioni garantisce la piena tutela dei diritti fondamentali e la tenuta dell’ordinamento democratico nella difesa della nostra libertà.
Il dibattito politico moderno non può prescindere dall’affrontare il tema dell’uguaglianza e dei diritti, questi ultimi oggi sono la cartina al tornasole perché i membri della società godano appieno di cittadinanza. La richiesta di uguali diritti viene dalla convinzione che solo con il riconoscimento di questi si ottiene il pieno riconoscimento della dignità delle persone e il rispetto per la loro umanità.

Mi riferisco in particolar modo, alle persone LGBT – Lesbiche, Gay, Bisex, Transgender.
Le persone LGBT sono sempre esistite, ma il discorso circa il loro riconoscimento quali esseri a cui è dovuto rispetto e dignità è sicuramente più recente. Cosi come è recente il discorso sul riconoscimento dell’affettività delle persone LGBT.
Riteniamo sia necessario affrontare discorsi diversi per dare degne risposte sia alle persone LGBT sia alle loro unioni affettive e auspichiamo una rivoluzione culturale, informativa e di sensibilizzazione nella società.

A tal proposito il PD romano si è già dotato dai tempi della precedente segreteria di una “Conferenza permanente per i Diritti civili e delle persone LGBT – PD Rainbow” che, come da “Regolamento del Partito Democratico di Roma città”, è definito come:

  • un organismo propositivo e consultivo del PD romano. E’ luogo di confronto aperto, laico e plurale, ha carattere ampio ed inclusivo, propone una linea politica e un’azione programmatica organica e condivisa, atta a superare le discriminazioni basate sull’identità di genere e orientamento sessuale, è aperta a tutti gli iscritti del PD romano che condividono la lotta contro le discriminazioni, per l’affermazione dei Diritti Civili.
  • compito del PD Rainbow e del PD romano è realizzare la piena dignità ed il pieno riconoscimento delle persone LGBT

Serve quindi che sia attuato quanto definito nel “Regolamento del Partito Democratico di Roma”, con la ricostituzione di tale organismo come ex-novo.

Serve che tramite il PD Rainbow, il PD romano si adoperi per:

  • riconoscere tutte le realtà associative rappresentative della comunità LGBT di ogni dimensione – nazionali e/o locali – e tipologia esistenti a Roma e di stabilire con queste canali di comunicazione a supporto all’azione di tale organismo
  • riconoscere e, ove possibile, sostenere iniziative culturali della comunità LGBT;
  • promuovere progetti di informazione e comunicazione contro l’omofobia e la transfobia oltre che iniziative per la tutela della salute e del benessere delle persone LGBT

Il PD Roma, in altre parole, deve puntare a stimolare la diffusione di un’educazione alla parità nella vita di tutti i giorni tramite il PD Rainbow, per eliminare gli stereotipi di genere, razza, orientamento sessuale e identità di genere.

(*): M. d’Amico, La laicità è donna, L’asino d’0ro, Roma 2013.
Marilisa D’amico, avvocato e professore ordinario di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano, ha fatto parte del collegio di difesa che ha ottenuto la sentenza 151 del 2009 della Corte costituzionale in tema di fecondazione assistita. E’ esponente del PD Milano e ex consigliera comunale fino al 09/2013 con Giuliano Pisapia

4 pensieri su “Il mio intervento

  1. E il secondo anno che passo 20 giorni a Sanfrancisco in concomitanza con le feste di natale….è una città unica dove la gente è libera di vivere a suo modo di essere a suo modo di esprimersi a suo modo..e tutto questo nel rispetto degli altri…non sono parole sono fatti che constato ogni giorno…. si respira aria pulita non solo perché c è meno inquinamento che da noi ma perché si pratica amore fratellanza solidarietà umana…inoltre tutti hanno un cane che portano ovunque….un bel segnale questo….cos è un isola felice?un mondo fantastico?non so bisognerebbe scoprirne le ragioni profonde….io so soltanto che è così …e ci vivrei volentieri…non solo perché c è mio figlio

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