Cosa voterei?

GGaspaHo avuto modo di scambiare alcuni tweet – bhé in realtà più di alcuni – con Giuliano Gasparotti, già PD – mi sembra – e ora Responsabile nazionale Area Diritti Civili di Scelta Civica.
Giuliano mi chiedeva cosa avremmo votato noi “civatiani” ad una proposta di “Civil Partnership” (d’ora in poi CP), se saremmo stati favorevoli o no. La mia risposta la potete leggere nell’immagine qui di fianco (cliccateci su cosi la vedete meglio).
La discussione è proseguita e tra una intromissione e l’altra alla fine mi son beccato del “massimalista”.
Ma va bene.

Ieri Gasparotti ha scritto questo articolo che non avevo letto prima, pertanto ora mi preme chiarire un paio di punti.

Io sono un “civatiano” e questo è un dato innegabile, ma prima sono un iscritto al PD eletto nell’assemblea del PD Roma; sebbene “civatiano” e contributore, insieme ad un gruppo di lavoro che ho coordinato qui a roma, di grandissima parte di molti contenuti della mozione Civati – sul matrimonio egualitario, sull’autodeterminazione, sulla questione femminile – io non sono stato eletto nell’assemblea nazionale del PD, Civati l’ho incontrato una sola volta e non sono nemmeno certo che si ricordi il mio nome🙂
Tutto questo per dire in sintesi che io non posso rispondere a domande “per i civatiani” ma solo ed esclusivamente per me stesso.

Fatte queste necessarie precisazioni, io credo che Renzi si stia facendo molta pubblicità con le CP, e me ne convinco ancora di più quando leggo che parla indifferentemente di “Civil Partneship” o di “legge alla tedesca”, quando non dice “Civil Partneship alla tedesca” e mi viene cosi il dubbio che lui con CP intenda una legge generica sulle unioni civili (termine terribile ma rende l’idea) e non faccia riferimento al “Civil Partneship Act” inglese che è di gran lunga diverso dalle “unioni civili alla tedesca”: il primo è a tutti gli effetti un istituto creato ad hoc per le coppie di persone dello stesso sesso che garantisce equivalenza di trattamento con una coppia sposata, il secondo no.

Supponendo invece che Renzi parli proprio delle CP made in UK ammetto che dal punto di vista del contenuto queste sono equivalenti ad un matrimonio e pertanto – sempre per il contenuto – non da scartare. Resta il fatto però che “equivalenza” non è “uguaglianza”, e l’uguaglianza è per me il metro di misura per giudicare qualsiasi legge che abbia un impatto sociale. Da un punto di vista dell’uguaglianza quindi una CP è quanto di peggio si possa immaginare dal momento che legalizza una disparità tra le persone.
E già mi immagino personaggi come Alfano (come domenica 15 dalla Annunziata) e Monti (come nella famosa intervista dalla Bignardi) ribadire che è famiglia solo una coppia di un uomo ed una donna, possibilmente con figli.
Ecco, io credo che le parole abbiano un peso e, nel diritto, un senso preciso e “matrimonio” non è uguale a “civil partnership”.
Io questo non lo posso ammettere.

Da un punto di vista, invece, puramente politico, una legge tipo la CP all’inglese, con tutti i suoi limiti (ricordiamo che si vorrebbe introdurre monca di alcun tipo di possibilità di adozione, per la quale ci sarebbe invece un provvedimento ad hoc, la “stepchild adoption”, per consentire l’adozione di eventuali figli naturali del partner) ammetto che non sarebbe da scartare nonostante il mio pessimismo nel considerarla un buon punto di partenza per successivi passi in avanti.
Sono un pragmatico, ne ho viste tante, troppe e quindi non credo in tale buona volontà, se questa ci fosse si potrebbe adoperare da subito per fare una “battaglia” culturale innanzitutto che porti il paese ad accettare un cambiamento radicale quale l’istituzione del matrimonio egualitario. Certo avendo come riferimento per possibili (?) alleanze partiti quali Scelta Civica – in cui ricordiamo che milita la Binetti – una simile richiesta sarebbe un azzardo, ma abbiamo esempi del passato che ci dicono che è stato fatto qualcosa di simile e che si è vinto: divorzio ed aborto.

Comunque, considerando anche di essere ininfluente ai fini del risultato, io marcherei la differenza con un voto contrario e chiederei maggiore impegno al fine di garantire uguale dignità attraverso uguali diritti.
Mi si dirà che sono massimalista, e forse è vero, ma non mi offendo perché sono in discussione le vite delle persone.

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