Primarie PD: il mio voto a Laura Puppato

Arrivo ultimo dopo diversi amici, voci sicuramente più autorevoli della mia, a dichiarare per chi voterò a queste Primarie del PD, partito al quale sono oramai iscritto da 3 anni.
Confesso che la decisione non è stata semplice anche perché, essendo un iscritto al Partito Democratico, sin da principio il campo in cui scegliere è stato ristretto ad un esponente del mio partito, ed all’inizio erano in corsa solo il segretario Bersani oppure il “rottamatore” Renzi.

Il segretario Bersani è persona sicuramente degna di fiducia e di esperienza ma al tempo stesso proprio la “lunga” esperienza, insieme alla squadra di cui è parte integrante, mi spinge a credere che egli sia oramai esponente di una politica certamente vecchia e poco confacente con la realtà in cui invece viviamo oggi.
Renzi, d’altro canto, anche se sicuramente più concreto e attuale, ha però fatto scelte che io non condivido, una tra tutte la scelta del modello proposto dal Prof. Ichino per la riforma del lavoro, la Flex Secuity.

Poi è arrivata la candidatura di Laura Puppato.

Non conoscevo Laura Puppato fino a questo momento e quindi mi sono dovuto informare. Ho scoperto che non è – contrariamente agli altri due candidati – una “politica di professione” ma una ex imprenditrice del nord-est che ha deciso di impegnarsi in politica, che è stata sindaco ed ora è consigliere regionale.

E’ una donna col pallino della green economy – il che non guasta – e sebbene cattolica affronta la politica con spirito laico.

Considerando però che anche la Puppato è del PD la scelta non è stata assolutamente facile.

Ora, sebbene io sia convinto che il fatto di essere omosessuale non debba essere discriminante rispetto a delle scelte “politiche”, essendo i tre candidati a cui rivolgevo lo sguardo tutti dello stesso partito converrete che le differenze potessero essere minime e quindi un motivo preponderante per cui scegliere era necessario.

Ed ho scelto di votare Laura Puppato per la sua chiara ed ineccepibile dichiarazione fatta nel confronto in TV circa il matrimonio per le coppie di persone dello stesso sesso.

Il segretario Bersani, ha dichiarato la sua propensione per una non meglio definita legge per le unioni civili sul modello di quella in vigore in Germania, e a mio parere bisognerebbe capire – visto che la legislazione tedesca è variata molto da quando è stata istituita ad oggi, e ancora non è definitiva dal momento che ci sono aspetti fiscali che fanno si che vi siano differenze tra una coppia unita in matrimonio ed una con una “unione civile” – a quale stadio fa riferimento.

Renzi propone le “Civil Partnership” sul modello Inglese e l’apertura di un dialogo sul matrimonio. E’ il caso anche qui di ricordare che da quando è stata istituita la legge per le Civil Partnership, questa è cambiata cosi da garantire gli stessi diritti, oltre che gli stessi doveri, garantiti dal matrimonio (ad eccezione dell’adozione) e proprio questo cambiamento ha fatto si che in Inghilterra si diffondesse sempre più l’idea che le “Civil Partnership” sono una legge oramai superata al punto che adesso si discute di passare direttamente all’estensione del matrimonio anche li.

In altre parole i due contendenti maggiori propongono cose di nicchia ed in alcuni casi già considerate superate ove sono state applicate.

Laura Puppato senza giri di parole si è appellata all’articolo 3 della Costituzione ed ha dichiarato il suo SI per l’estensione del matrimonio a tutti.

Inoltre, parlando di figli, Laura Puppato si è dichiarata a favore dell’adozione per chiunque e – con la stessa semplicità ed onestà – ha dichiarato una sua necessità di approfondire l’argomento “omogenitorialità”, dimostrando allo stesso tempo che anche nel Partito Democratico non ci sono argomenti che non si possono trattare, che non tutti credono alle balle della necessaria modifica della Costituzione per estendere il matrimonio alle persone dello stesso sesso e che la laicità è il substrato culturale e politico a cui ci si deve appoggiare per parlare di diritti delle persone.

Esempi chiari di laicità sono anche le sue dichiarazioni sulla necessità di modifica della legge 40 – senza far riferimento ad alcuna istituzione straniera, la cui utilità in un contesto diverso da quello in cui è stata istituita è tutta da provare – e di far si che la legge 194 sia realmente attuata.

E questo per me è stato sufficiente.

In molti mi dicono che Laura Puppato non ce la farà nemmeno a passare il turno, altri mi dicono che la sua candidatura era fatta solo per scompaginare la sfida a due nel partito e per togliere voti a Renzi; io non so se tutto ciò è vero, ma so per certo che il mio voto è un convito apprezzamento – oltre che un sostegno – per una persona che ha dimostrato di non aver timore a mettersi in gioco e che comunque è una terza voce autorevole che spero non verrà dimenticata in caso di sconfitta.

Questo post è stato pubblicato anche su QueerPost – Anche l’informazione GLBTQI ha il suo Post

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