La differenza tra noi e loro

Se noi italiani abbiamo la Bindi che vuole lasciare gli orfani in africa invece che darli in adozione ad una coppia gay, loro – gli americani – hanno Rick Santorum che in corsa per le primarie del partito repubblicano (scritto tutto minuscolo) ha affermato che per un bambino sarebbe meglio avere un padre in carcere piuttosto che due padri gay a casa, e diverse altre amenità simili.

Ma la differenza a cui faccio riferimento io nel titolo di questo post ovviamente è un altra.
La differenza sta nel fatto che loro – gli americani – hanno l’Huffington Post e noi no. E l’Huffington Post ha una sezione che si chiama “Huffington Post – Gay Voice”.
Ecco la differenza.

Immaginate una testata con su scritto “Corriere della Sera – Gay Voice”? Sinceramente io no.

Questi dell’Huffington Post inoltre fanno le cose con criterio, per cui a Santorum rispondono con l’articolo “Looking at Family with Sean Maher” in cui l’autrice parla con Sean Maher – stella della TV che ha dichiarato di essere gay, di avere un partner e 2 figli – di famiglia.
Oppure si permettono il lusso di pubblicare foto di Neil Patrick Harris e David Burtka prese da AUT con i loro gemelli oltre all’itervista ai due facente parte di una serie di 13 a coppie gay/lesbiche famose che terminerà a S. Valentino.

Ecco noi non abbiamo l’Huffington Post, o almeno non ancora.
E’ di oggi la notizia dell’accordo tra il gruppo editoriale Espresso e Huffington Post per la versione italiana di quest’ultimo.
Bisogna aspettare qualche mese e vedremo.

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19 thoughts on “La differenza tra noi e loro

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  1. @ Fabio… la discussione in merito al Matrimonio e alla Partnership non riguarda solo il Partito, riguarda anche me, riguarda noi tutti. In questo senso ti dico che mi sarebbe piaciuto e mi piacerebbe che si dibattesse di rendere l’ipotesi della Partnership con pari diritti e doveri un’ipotesi per tutti, non solo per coppie dello stesso sesso in quanto una eventuale limitazione alle coppie dello stesso sesso la renderebbe un qualcosa di ostacolante la conquista del Matrimonio stesso… come ben dimostra l’esperienza nord europea.
    Un Paese open mind e ‘avanti’ come l’Inghilterra che già nel 2002 approvava le adozioni gay, c’ha messo un decennio per passare dalla Partnership solo per gay approvata nel 2004 all’apertura del Matrimonio, che dovrebbe avvenire entro il 2015. Un Paese open mind e ‘avanti’ come la Svezia c’ha messo ben 14 anni per passare dalla Partnership solo per gay all’apertura del Matrimonio. Notare che sia in Inghilterra sia in Svezia sono state governate da coalizioni ‘progressiste’ per molto tempo dopo l’approvazione della Partnership. Potrei citare anche la Danimarca, altro Paese estremamente open mind, avanti, che c’ha messo ben 23 anni per passare dalla Partnership solo per gay, anche lì con pari diritti, all’apertura del Matrimonio, che dovrebbe essere attuata entro quest’anno. Dovesse disgraziatamente essere approvata in Italia metterebbe una pietra tombale sulla questione Matrimonio per interi decenni; in tutta sincerità, non posso credere che a te questo stia bene.
    Questo confronto sulla Partnership e sul modo in cui il maggiore Partito di centro-sinistra in Italia affronta la questione non lo intendo come svalutante la buona fede di persone come Concia Scalfarotto e company ma proprio come stimolo per andare nella direzione giusta.

    Justin

  2. io penso di essermi espresso diverse volte e con chiarezza, lo ripeto, il che non vuol dire che io voglia aprire una discussione qui dal momento che questa discussione va fatta nel partito: io sono per il matrimonio, unica alernativa accettabile per me è la civil partnership all’inglese (uguali diritti ed uguali doveri) solo per le coppie di persone dello stesso sesso…

  3. @ Fabio… mi attendevo una risposta in merito alla questione Partnership aperta a tutti vs Partnership apposita per gay; sulle parole di Scalfarotto e Alicata, beh, ho pensato rientrassero nella nostra discussione dal momento che stiamo parlando anche di come la questione dei nostri diritti viene posta e dibattuta e quindi affrontata nel PD…

    Justin

  4. Mi spiace ma io non rispondo in merito a quanto scrivono altri, se hai dubbi puoi tranquillamente chiedere a loro.

  5. PS: una evidente contraddizione che noto rileggendo l’intervento:
    “Ogni limitazione dei diritti e dello status delle persone omosessuali non è oggi né comprensibile né giustificabile.”
    Appunto… quindi accetti lo scimmiottamento del matrimonio al posto del matrimonio vero?
    Sembra che la civil partnership non venga discussa dai gay del PD come eventuale, malaugurata, mediazione… quindi come un qualcosa verso cui mantenere un atteggiamento indisposto fino all’ultimo secondo, ma come strumento di uguaglianza. Pazzesco.

  6. Fabio… speravo molto in una tua risposta a queste cose che ti ho scritto.
    Ne approfitto per segnalarti uno stralcio dell’intervento iniziale di Scalfarotto alla Commissione del PD sui diritti: “L’unico spazio che ci è dato come Partito Democratico è quello di perseguire una strada che consenta di riconoscere la piena e assoluta parità delle persone e delle famiglie omosessuali nel nostro paese, similmente a quanto avviene in tutti i paesi della comunità degli stati di cui sentiamo storicamente di far parte. Che lo si chiami matrimonio, soluzione che io sicuramente prediligo, o con altro nome, davanti a noi non esiste che questa possibilità. Ogni limitazione dei diritti e dello status delle persone omosessuali non è oggi né comprensibile né giustificabile.”
    ( http://www.ivanscalfarotto.it/2011/03/11/commissione-diritti-del-pd-il-mio-intervento-sulle-unioni-ieri )
    A me questo non sembra battagliare per il matrimonio e, eventualmente, se proprio proprio, ripiegare su quella che, oggettivamente, è la follia segregazionista della civil partnership inglese… a me questo sembra meramente un chiedere pari vantaggi legali attraverso o l’estensione del matrimonio o attraverso altri tipi di provvedimenti come appunto la follia segregazionista conosciuta come civil partnership all’inglese.
    Dov’è che viene richiesto l’accesso al matrimonio civile?
    Dov’è l’indisponibilità a qualsiasi mediazione (perché, come è evidente, un istituto ‘apposito’ e con un nome diverso sarebbe a tutti gli effetti un qualcosa di anti-egualitario.)?

    Justin

  7. @ Fabio… posto qui in fondo la mia risposta perché sopra non mi è possibile.
    Ivan Scalfarotto e Cristiana Alicata sono sì per il matrimonio civile esteso ai gay ma -appunto- sottostanno a quella follia segregazionista che ci allontanerebbe molto dal matrimonio… quella follia che è la civil partnership solo per gay. E spesso la confondono eccome con il matrimonio; questa confusione la fa più la Alicata, devo dire… vedi quando dice che la civil partnership sarebbe la stessa cosa del matrimonio, e vedi quando nei vari blog rispondendo alle varie obbiezioni che le vengono fatte scrive “Marino dice chiaramente: civil partnership, cioè matrimonio civile, cioè uguaglianza” .
    Link: http://wordwrite.wordpress.com/2009/09/26/i-baffi-del-secolo-scorso/#comment-9695

    Scrivi: “un PACS – con nome diverso – creato ad hoc con gli stessi contenuti del matrimonio? esiste e si chiama civil partnership.”… No, forse non hai capito… non mi riferivo a nessun ipotetico pacs “ad hoc”. Quello che ho voluto evidenziarti in questa frase è che non sta scritto da nessuna parte che il Pacs, così come lo conosciamo tutti sull’esempio francese, debba essere un qualcosa che comporta meno vantaggi legali… si può benissimo copiare dalla Francia attribuendo però ai pacsati gli stessi vantaggi degli sposati.
    Se proprio sei affezionato al nome “PARTNERSIP” ti segnalo che si può benissimo creare una unione civile chiamata “Partnership” con gli stessi vantaggi legali del matrimonio ma aperta a tutte le coppie di fidanzati, non solo ai gay. Non è affatto necessario pensare, come fanno Scalfarotto Concia e Alicata, a una Partnership solo per gay. La limitazione ai soli gay sarebbe una cosa dannosissima, che ostacolerebbe la conquista del matrimonio per molto tempo… perché ostinarsi a fare riferimento a una Partnership solo per gay, io dico…?

    Riguardo agli altri Paesi… nei Paesi Bassi la Partnership è stata istituita nel 1998 e da subito ha incluso coppie di fidanzati di qualsiasi sesso; anche la Partnership del Nevada, anche la Civil Union dell’Illinois, anche la Civil Union del Quebec, anche la Civil Union della Nuova Zelanda, eccetera.
    Basta con l’ipotizzare l’unione civile solo per gay. La Partnership sia per tutti.

    Justin

  8. Post Scriptum:
    Ci credo benissimo che negli USA vi sia la tendenza a, per usare le tue parole, turarsi il naso e votare il cosiddetto meno peggio… lì il cosiddetto meno peggio è Obama… noi abbiamo Rosy Bindi… come ho fatto presente sopra, c’è una notevolissima differenza.

  9. @ ilGrandeColibrì…
    In realtà è proprio l’opposto di quello che mi scrivi:
    1) in Minnesota i Democratici stanno proponendo la revoca del referendum anti-matrimoni gay fortemente voluto dai repubblicani
    Il testo della revoca lo puoi leggere qui:
    http://www.prop8trialtracker.com/2012/01/14/minnesota-democrats-introduce-bill-that-would-repeal-anti-gay-marriage-amendment/
    2) negli Stati Uniti il Presidente non ha alcuna competenza in materia di legalizzazione dei matrimoni tra gay (la competenza è dei singoli Stati e, semmai, della Corte Suprema nazionale), ergo le sue convinzioni personali in proposito è logico che abbiano contato e continuino a contare molto ma molto poco, soprattutto rispetto a tutti i sì che Obama ha sempre detto anche in campagna elettorale alla cancellazione del federal DOMA, norma federale che impedisce il riconoscimento federale dei matrimoni dello stesso sesso celebrati persino all’interno del territorio nazionale, alla promozione della diversità dei nuclei familiari (Obama è da sempre un sostenitore accanito delle adozioni gay), eccetera.
    3) E’ appunto questo che dico… i gay statunitensi non accettano mai di essere presi in giro, in nessunissimo modo, qui in Italia invece non pochi gay lo accettano eccome.

    Justin

  10. Fabio… La differenza, a quanto noto, più che stare nella presenza o assenza di un sito come l’Huffington Post in Italia, sta in altre cose:
    – da noi la Bindi sta nel centro-sinistra mentre da loro Santorum sta nel centro-destra;
    – da noi la Bindi dopo aver detto quelle frasi orribili contro le adozioni omosex, ma anche contro i matrimoni civili tra gay e contro qualsiasi ipotetico contratto di unione tra conviventi sia esso pacs o cus, è stata fatta Presidente del maggior partito di centro-sinistra mentre da loro personaggi simili verrebbero immediatamente cacciati a pedate da qualsiasi sezione rilevante di centro-sinistra, e esponenti come Santorum faticano persino a farsi votare nel centro-destra (difatti il preferito tra i repubblicani è Romney, ben più ‘progressista’);
    – da noi diversi gay tendono ancora ad accettare passivamente un centro-sinistra ‘alla Bindi’ che si rifiuta di schierarsi dalla parte dell’uguaglianza legale e, anzi, spesso e volentieri li prende in giro facendogli credere che determinati provvedimenti ‘innocui’ legalizzino le unioni omosex, vedi la propaganda di partito che c’è stata sulla proposta dico e vedi quando si è cercato di spacciare le delibere di Torino e Padova sulla famiglia anagrafica ai sensi della legge nazionale come delibere che creavano invece i registri delle coppie di fatto… da loro un’accettazione passiva del genere verso questi no all’uguaglianza legale e verso queste prese per i fondelli è impensabile in qualsiasi gruppo gay ci si trovi.

    Justin

    1. allora, quella sulla Bindi e Santorum era una battuta che mi son concesso (e forse ho sbagliato a farlo…ma anche no) da iscritto al PD.
      si, nel PD c’è la Bindi, ma ci sono anche tanti gay e lesbiche – non so dirti di persone transessuali mi spiace – che lavorano quotidianamente perché la Bindi non abbia la meglio… inutile che ti faccia i solitii nomi che già li conosci…

      io stesso, ad esempio, faccio parte di una consulta chiamata PD Rainbow che è organo ufficiale del PD Roma e presto lo sarà anche del PD Lazio.

      è questione di tempo 🙂

      1. Fabio… Avevo capito che era tutto sommato una battuta… comunque ne ho approfittato per far notare due o tre cose.
        Mi fa piacere che ci siano vari gay e lesbiche all’interno del PD che stanno lavorando per far sì che le cose cambino… questa cosa, assieme a quello che sarebbe un auspicabile attivismo esterno molto più incisivo, è un ingrediente prezioso per, appunto, arrivare a una situazione italiana migliore.
        Ne approfitto però per segnalarti che né nei mesi scorsi né ora riesco a vedere gay e lesbiche che nel PD insistono affinché esso dica sì all’uguaglianza cioè all’inclusione nel matrimonio civile… vedo solo: una donna lesbica del PD che, al posto di insistere per pacs e inclusione nel matrimonio civile, parla di unione ghetto alla tedesca confondendola ogni due per tre con il matrimonio civile (Paola Concia), un’altra donna lesbica del PD che anche lei purtroppo al posto di insistere per pacs e inclusione nel matrimonio civile parla di unione ghetto in maniera assurda e confondendola con il matrimonio civile (Cristiana Alicata), e infine un uomo gay che, sebbene dica di essere dalla parte dell’apertura del matrimonio civile ai gay, avvalla le confusioni della Concia (Ivan Scalfarotto). Questo, almeno, è quello che risulta dall’esterno. Devo dire che non è proprio una bella cosa anzi tutt’altro… è sconfortante.

      2. sulla Concia non mi esprimo; quanto dici invece per quel che riguarda la Alicata e Scalfarotto – a me più vicini e dei quali conosco bene le battaglie- è impreciso.
        entrambi sono per la richiesta tout-court del matrimonio civile esteso alle coppie di persone dello stesso sesso, allo stesso modo la penso io, poi per mediazione politica ci si è avvicinati ad una proposta di civil partnership all’inglese, ma solo per mediazione politica.
        in nessun caso si parla di pacs – men che mai di quelli alla francese – e non facciamo nessuna confusione, siamo tutti ben consci di cosa sono questi istituti, delle loro differenze, dei loro pregi e dei loro limiti.

        ma è politica e non chiacchiere e probabilmente se ci fossero più gay e lesbiche con la tessera del PD in tasca disposti a metterci la faccia come noi probabilmente le cose andrebbero meglio…

      3. @ Fabio… sì Scalfarotto e Alicata sono (in teoria) per l’estensione del matrimonio civile, il problema è che però -appunto- sottostanno a quella follia che sarebbe la civil partnership solo per gay… e per giunta a volte lo fanno descrivendola come matrimonio (qui parlo specificamente della Alicata), negando sia segregazione (qui parlo specificamente di Scalfarotto) e dicendo che sarebbe una cosa che ci avvicinerebbe alla conquista del matrimonio, cosa molto falsa come ben dimostrano le valanghe di anni che le nazioni europee con la civil partnership solo per gay hanno impiegato e in vari casi stanno ancora impiegando per passare all’inclusione nel matrimonio.

        Molto meglio il Pacs, mi viene da dire; comporterà sì meno vantaggi legali ai contraenti… ma almeno non è uno scimmiottamento del matrimonio che incentiva gli omofobi a dire ‘voi le vostre nozze le avete già, non rompeteci con sto matrimonio’.

        A dirla tutta, poi, non sta scritto da nessuna parte che il Pacs dovrebbe comportare meno vantaggi legali… si può benissimo creare un Pacs parificato in maniera sostanziosa, o anche integrale, al matrimonio; i Paesi Bassi, la capitale degli USA Washington, l’Illinois, il Nevada, il Quebec, le Hawaii, la Nuova Zelanda, e molti altri Stati hanno fatto così. Per conferire molti diritti e tutele non c’è alcun bisogno di creare una unione registrata solo per gay come la civil partnership inglese.

        Justin

      4. no, Ivan e Cristiana sono sicuramente e sinceramente per il matrimonio civile, e non lo confondono affatto con la civil partnership.
        poi c’è la politica che bisogna tener da conto e allora ecco la mediazione che non è follia ma è lo sforzo per avere qualcosa di concreto. anche io sono per la civil partnership all’inglese per lo stesso identico motivo e ritengo sia un buon modo – concreto soprattutto – di avvicinarsi al matrimonio, come stanno provando a fare in UK.
        i PACS? mai qualcosa che contenga la parola “solidarietà”. io non creo una famiglia sulla solidarietà. un PACS – con nome diverso – creato ad hoc con gli stessi contenuti del matrimonio? esiste e si chiama civil partnership.

    2. Justin, in realtà quanto affermi non è del tutto corretto…
      1) La differenza netta tra “sinistra gay-friendly vs destra omofobica” non è presente neppure negli USA. Come potrai leggere nel link inserito nel mio primo commento, ad esempio, in Minnesota i democratici vorrebbero vietare i matrimoni gay, difesi invece da alcuni repubblicani…
      2) Obama è apparso inizialmente ostile, poi dubbioso e alla fine vagamente favorevole al matrimonio gay, ma le sue posizioni iniziali non hanno per nulla ostacolato la sua scalata al partito democratico…
      3) Anche negli USA il movimento LGBTQ* ha espresso spesso profonda insoddisfazione per le tante promesse non mantenute da Obama. Nonostante questo, è in voga anche lì l’idea di turarsi il naso e scegliere “il meno peggio”…

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