A Robert Edwards

Non sono mai stato personalmente attratto dall’idea di diventare padre. Coi miei trascorsi avrei potuto, e potrei ancora ma non è più tempo e io sono un uomo diverso da allora.

A riprova del mio scarso interesse nei confronti della paternità è il ragionamento – come si può ragionare su un desiderio? – con cui mi dicevo “se diventerò padre sarà entro i miei 35 anni altrimenti poi sarei troppo vecchio quando lui/lei avrà 20 anni…” insomma pensieri giusti e corretti ma che non possono prendere il posto del desiderio di avere un figlio.

Passa il tempo e a certe cose non ci pensi, però non sei solo e vivi immerso in tutto e per tutto in una famiglia in cui si condividono le speranze, i desideri, le difficoltà, le paure, le ansie, le (false) cattive notizie, e di nuovo le speranze.

Ed un giorno ti arriva un sms che dice “se tutto andrà bene a giugno sarai zio!” e non te ne accorgi ma le guance sono bagnate… e passa il tempo, e i corpi cambiano, e le scadenze mensili diventano le tue scadenze mensili ed ognuna la aspetti portatrice di novità… è uno, no son due, no ne è uno solo, sta bene, cresce, si muove, dorme, si succhia il dito… e tu non ci pensi ma piano piano diventi sempre più parte della cosa, non perché sei stato tirato dentro ma perché ti ci sei tuffato di testa… e passa il tempo, finché manca solo una settimana, poi qualche giorno.

E quella mattina poi mica ti aspettavi la telefonata cosi presto, pensavi arrivasse alle 12:00 orientativamente, in fondo era tutto programmato.. quando alle 9:30 squilla il telefono pensi “cosi presto? cosa sarà successo?” e invece non è successo niente se non che è nato.
E’ qui. A dispetto di tutto e tutti!

E di nuovo le lacrime, quelle che non cacci facilmente, anzi non le cacci quasi mai… quasi. E devi resistere, perché è inutile andare li subito, a pranzo… e cosi a pranzo sei li che non sai che dire, non sai che fare, “lo tocco? ma dorme, poi lo sveglio…” e lo guardi, e lo sfiori, e ti senti il petto che si gonfia, il respiro trattenuto, e le mani che tremano: è felicità questa?

E tutto questo perché un giorno qualcuno ha avuto una intuizione, che è poi diventata pensiero, e poi teoria e studio e sperimentazione, e oggi pratica. Una pratica che dona gioia.

E’ cosi, non si riesce a descrivere con le parole quello che si prova, quello che io provo oggi quando vedo mia sorella con in braccio mio nipote. Non ci riuscirò mai, ma non fa nulla, credetemi sulla parola.

In onore di Robert Edwards, Premio Nobel per la Medicina 2010, padre delle moderne tecniche di fecondazione assistita e fanculo alla Roccella.

Add to Del.icio.usAdd to Google Buzz

Pubblicato da

Annunci

4 thoughts on “A Robert Edwards

Add yours

  1. di passaggio, mi sono soffermata a leggere Hai descritto bene la GIOIA che è entrata nella vostra famiglia.
    Auguri al tuo nipotino, ai suoi genitori e allo zio.

    E’ stato un bel nobel questo del 2010, molto bello.
    Ciao

Cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Fornito da WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: