Reputazione online

Ma quanto pesa la reputazione online? Se lo chiedono su Computerworld.

[…] se è vero che un HR manager su 3 dichiara di non aver mai scartato a priori un candidato sulla base di quanto visionato online, il 36% dei referenti dice di ricorrere comunque all’online per approfondimenti e/o verifiche. Le community insomma avrebbero sostituito le tradizionali referenze, rappresentando un’enorme fonte di informazioni e notizie private e non, altrimenti irreperibili.

Sarà che in questo periodo sto ricominciando a guardarmi in giro per lavoro con maggior attenzione, ma certo questo articolo un paio di domande te le fa venire in mente.
Soffermandomi però a riflettere mi dico che in fondo lo faccio anche io: quando conosco qualcuno provo a googlearlo (mettere il nome su google per vedere cosa esce) e lo cerco anche su facebook…
Perché in fondo non è la pratica ad esser discutibile, quanto il fine.

Con il Web 2.0 – ovvero l’interazione tra i soggetti – ed il diffondersi di social network “generalisti” quali facebook, la possibilità che informazioni relative alla nostra vita, ai nostri affetti, al nostro orientamento politico e sessuale, ai nostri amici, possano arrivare anche a chi non ci conosce per nulla, è oramai un dato di fatto. Ma che uso si fa delle informazioni deducibili da un profilo di facebook? Il problema è quello. Molti ad esempio creano profili ad hoc, col proprio nome e con info politically correct da una parte, con nickname – da diffondere tra gli amici intimi – per le informazioni più personali e che vogliono tenersi un po più riservate.
E quindi la domanda diventa: ne vale la pena?

Che poi questa pratica di sdoppiamento del profilo – o della personalità – è decisamente faticosa, e lo dico per esperienza diretta avendo io ben 2 indirizzi email, uno per lavoro e colleghi – insomma, roba formale – ed uno più free e che considero il mio indirizzo ufficiale… come tutti del resto e non perché io sia gay, sia chiaro.

Per chiudere, non credo che mi metterò a “giocare” con la privacy di facebook, ne tanto meno starò li a pensare troppo a cosa scriverò sul mio profilo linkedin. Penso che le persone si valutano solo incontrandole, parlandoci, confrontandosi. E se un HR Manager vuole cercare il mio profilo su facebook, gli do un consiglio: mi contatti e gli racconterò io tutto quello che c’è scritto, magari davanti ad un caffé.

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