Facce dello stesso poligono

Facce dello stesso poligono.

Venerdi è cominciato Queering Roma, la prima Festa del cinema GLBT della capitale che per tre giorni avrebbe provato a fare della cultura GLBT un qualcosa alla portata di tutti con la proiezione di film provenienti da diversi paesi del mondo.
Siamo stati alla proiezione del film “Children of God” film delle Bahamas che ci è piaciuto abbastanza. Ci è inoltre piaciuto vedere la sala piena oltre alla fila per acquistare i biglietti, fila lenta dovuta anche al fatto che molti acquistavano i biglietti per più di una proiezione. Oltre le proiezioni erano previste anche una festa nel foyer del cinema sabato – dopo l’ultima proiezione – ed un party di chiusura al Circolo degli Artisti. Siamo andati sabato dopo aver cenato con amici che vivono all’estero e che erano in città casualmente proprio questo weekend, ma abbiamo constatato purtroppo che non c’era nessuno. Purtroppo anche con tutta la pubblicità fatta su facebook mi pare di capire che “Amigdala” e “Gorgeous I am” hanno vinto.
E non abbiamo notizie del party di chiusura visto che un gelato ha provveduto ieri sera a tenerci a casa…
Quello che comunque mi lascia perplesso è che per la prima volta c’era la possibilità di partecipare a qualcosa di diverso in questa città oramai sempre più nera, c’era la possibilità di riflettere e far riflettere e invece ovunque non si parlava altro che di discoteche (sabato) ed aperitivi (domenica).
Ad ogni modo, aspetto di sapere – se sarà possibile – un po di numeri di questo esperimento e spero siano tali da far pensare agli organizzatori che forse è il caso di continuare a lavorarci su per riproporlo, nonostante la controprogrammazione della varie realtà “ludiche” delal capitale e la totale assenza di sostegno da parte delle associazioni GLBT – tranne il Mieli – che forse non potendo avere loro il microfono in mano hanno fatto finta di nulla.

Nel frattempo, sabato nel primo pomeriggio c’è stata la manifestazione organizzata dalle Associazioni GLBT contro la pedofilia come reazione alle oramai famose parole del Cardinal Bertone. Diciamolo subito, la solita manifestazione fatta settimane dopo che sia accaduto il fattaccio, quando oramai l’onda di sdegno montata era svanita…
Per quanto mi riguarda faccio subito mea culpa: io non c’ero, ma sembra che comunque la mia pesenza non avrebbe cambiato di molto l’esito pietoso della manifestazione.

Infine, sempre sabato, abbiamo scoperto che esiste un “Gay Help Line Award”, ovviamente messo in piedi in 4 + 4 = 8 da Arcigay Roma che ha premiato – udite udite – Donatella Rettore. Sulle motivazioni di tale premio e la storia di tale award potete rivolgervi direttamente a Fabrizio Marrazzo perché io prima di adesso non ne avevo sentito mai parlare, e mi risulta anche strana questa coincidenza. Ecco.

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2 thoughts on “Facce dello stesso poligono

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  1. Manifestazione di sabato pomeriggio che, onestamente, mi ha lasciato l’amaro in bocca. Fatta troppo tardi, come giustamente dici tu, nello sgabuzzino di Roma (come giustamente ha detto Mino, definizione perfetta direi), e con quattro persone. C’erano più poliziotti che manifestanti.

    E’ stata negata la piazza antistante il Vaticano ed è un fatto gravissimo a mio avviso. La manifestazione aveva un senso soltanto lì davanti. Invece ora mi pare di capire che ci stanno rifilando per ogni cosa Piazza SS Apostoli, della serie “teniamoli nascosti sti froci” .. sì insomma, lo sgabuzzino delle scope, invisibile a tutti.

    Sono, inoltre, molto amareggiato dai discorsi vari che ho sentito dai miei amici e amiche presenti lì e poi all’ingresso del cinema Aquila (io poi personalmente sono andato a casa perché avevo altri impegni): rassegnazione, rassegnazione pura, ormai tutto stanno gettando la spugna, e io mi sento di dar loro ragione, lo dico onestamente. Soprattutto alla luce di come le varie associazioni gay continuino a litigare per prevalere l’una sull’altra, e su come siano ancora solo interessate a staccare più biglietti possibili per le varie serate discotecare.

    Chiedo scusa per il piccolo sfogo, ma ne avevo bisogno 🙂

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