La Ferilli ed i froci

Ha detto quello che pensano tanti, tantissimi, quasi tutte le persone non GLBT. Checché ne pensino Concia e Mancuso.
Infatti, la caratteristica principale della politica odierna è – da un lato – la praticità in contrapposizione al sogno.

Mi si direbbe “bene cosi” e invece no. So che sto per avventurarmi in un discorso enorme, e che tralascerò per strada un sacco di aspetti, ma provo comunque a spiegarmi.
Personalmente ritengo che la società oggi sia malata di TV e consumismo spicciolo. Con TV ovviamente intendo quella Berlusconiana commerciale – a cui la RAI ha fatto seguito – fatta di spot, tette e figoni alla “Uomini & Donne”, quella malata in cui i TG aprono con le news dal Vaticano e parlano più di Lele Mora e della vita sessual-sentimentale di Corona che delle situazioni raccarpiccianti in cui versano tribunale e procure oggi.
Questo modello ha fatto si che oggi spendere è diventato il motivo principale di vita della maggiornaza delle persone. Chiunque, con qualsiasi salario – che venga da lavoro fisso, precario o a nero non importa – vuole la cintura D&G piuttosto che Gucci, la giacca di Prada e sogna l’ultimo modello di SUV.
Noncuranti di cosa accadrà domani, si organizzano vacanze nei paradisi tropicali del costo di 2 stipendi.
Si spendono cifre esagerate i weekend tra discoteche, ristoranti ed alcol.
A tutto ciò si affianca una famiglia – nel senso tradizionale del termine – del tutto inesistente ed una scuola ininfluente sul piano educativo (ma questi ultimi due dovrebbero essere trattati a latere).

Lungi da me il voler essere un moralista, mi curo molto poco di ciò che fanno gli altri, non posso non notare come una società cosi impiantata non possa non stilare una classifica di priorità in base a quelle che vengono percepite come necessità.

Per cui lavoro, casa, arrivare a fine mese… e la politica asseconda per non perdere il consenso.
Oggi si parla principalmente di crisi economica e mancanza di lavoro per i giovani, ma non si vede che quelli che in realtà perdono il posto di lavoro sono i padri.
Si parla di fannulloni e bamboccioni, ma non si considera il costo di una casa, seppur piccola, e la sa incidenza su uno stipendio iniziale.
Cosi, per tornare a ciò che la Ferilli ha asserito nella sua apparizione da Chiambretti, i diritti civili da cui le coppie di persone omosessuali sono esclusi, vengono recepiti come non prioritari, cosa che tanti pensano ma che pochissimi hanno il coraggio di dire.
E la politica oggi non è più maestra ma inseguitrice affannata dei cambiamenti sociali.
Non c’è, io trovo, la capiacità di avere una visione di insieme, la perspicacia di immaginare un futuro, ma esclusivamente la forze di correre ai ripari sulle situazioni attuali, spesso alla rincorsa dei danni provocati dal Belusconi politico
Non c’è solidarietà in questa politica attuale, e nemmeno nella società.

Per cui, non mi meraviglio delle affermazioni di una persona dello spettacolo, che – premesso che non capisco perché gli si facciano certe domande – dalla sua torre d’avorio pensa di avere uno sguardo chiaro sulla vita.

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10 thoughts on “La Ferilli ed i froci

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  1. La Ferilli mi sembrava un po’ piu intelligente di come è emerso in questa intervista. Mi sbagliavo. Peccato…

    Come gay mi sento offeso e molto poco tutelato. Ma tanto ci sono argomenti piu importanti da affrontare…

  2. Che poi vorrei davvero capire la malafede di chi sostiene che allargando i diritti alle coppie omosessuali si vada a discapito di quelle eterosessuali. Aver dato il voto alle donne ha tolto il diritto di voto agli uomini? Anzi, io sarei per una politica che dia maggior sostegno alle famiglie, ma a tutte 🙂

  3. forse bisognerebbe chiedere a questi intellettuali come la signora Ferilli che ragione dovrebbe esserci di discutere di diritti acquisiti, come quelli delle “famiglie” tradizionali.Si deve discutere delle categorie di coloro che certi diritti non li hanno.Punto.Quando poi si parlera’ di interventi generali per le “famiglie” allora avra’ pure ragione, ma non ora che il concetto di famiglia e’ decisamente limitato.

  4. Che bell’articolo. Posato e pensato 🙂

    Hai ragione, qualcuno ci dovrà dire perché ogni sciacquetta che appare in tv debba automaticamente essere un maître à penser su tutte le questioni nodali della società e della politica odierne.

    Ed è anche vero che la gente si accontenta delle quattro cose materiali che riesce ad accumulare oggi, senza uno sguardo d’insieme sulla complessità della realtà, rinchiudendosi in un individualismo sfrenato, dimenticando cosa siano la solidarietà e il vivere comune, insieme.

    Se si dovevano aspettare tempi migliori non avremmo avuto le leggi di civiltà che ha avuto questo paese nel corso del XX secolo. Chissà perché questo viene sistematicamente dimenticato oggi nel caso specifico delle discriminazioni per orientamento sessuale che l’Italia si ostina a perpetrare.

    1. e già…
      come non dimenticare l’intervista a Gattuso?
      manca sogno e solidarietà, se troviamo uno capace di ispirarci sogni e farci esser solidari vedi che leader che viene fuori 🙂

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