Un sabato da uguali, anche coi fischi


Arrivati col solito 170 in via Nazionale – il rito del pulman è stato lo stesso di ogni pride romano – ed entrati in Piazza Esedra – per i romani, Piazza della Republica per il resto del mondo – ci siamo guardati e abbiamo pensato “Eh?”…

Prima manifestazione frocia a cui hanno aderito tutte le associazioni GLBTechipiùnehapiùnemetta, di respiro nazionale, con pulman annunciati da ogni parte d’italia, eppure la piazza era semivuota. Ho visto parecchie bandiere e volti noti non romani, la conclusione è quindi ovvia: mancavano i romani, quelli che non potevano fare i gay come al GayVillage o al ComingOut, quelli che non potevano mascherarsi per venire in piazza, quelli che evidentemente si erano informati e, saputo non ci sarebbero stati i carri dietro cui ballare, hanno preferito trascorrere il sabato pomeriggio in giro per negozi forse, o forse a casa a riposarsi dalla notte trascorsa tra Circolo degli Artisiti e MuccaAssassina cosi da esser pronti per affrontare il Sabato sera Gay nella discoteca trendy al momento.

Ovviamente anche l’organizzazione ha pesato, lasciare organizzare una manifestazione simile ad Arcigay Roma è da incoscienti.

La novità è stata che la manifestazione si è svolta al contrario: prima gli interventi dal palco e poi il mini-corteo. La conduzione affidata alla Vaccarello e unico intervento previsto per il “Comitato Promotore” affidato a Fabiana Tozzi, più un pò di oratori: un padre di due figli entrambi gay (per la precisione uno omo e l’altra lesbica), un padre gay, l’eroina di Napoli, la vittima di Roma, coppie di anziani insieme da tanto… tante belle parole, molte venivano dal cuore, tante dalla ragione, qualcuna sembrava venire dalla penna di qualcuno diverso da chi le pronunciava.

Poi il fattaccio, e su questo sono chiamato in causa in prima persona.

La conduttrice, con la stessa professionalità di Pippo Baudo, ma con poca imparzialità, annuncia l’arrivo di un messaggio ai manifestanti della Ministra Carfagna e io, insieme a tanti altri – ma veramente tanti – abbiamo cominciato a fischiare ed urlare “bho” per far si che non venissero lette le frasi di circostanza, false, contenute nel messaggio. La brava conduttrice ha provato a convincerci di quanto fossimo fortunati a ricevere un tale messaggio, e anche a convincerci che fosse pratica democratica far leggere quel messaggio: io penso che la democrazia sia tale quando mi consente di rifiutarmi di ascoltare tali parole.

Parole, quelle della ministra che si son rivelate di circostanza, che hanno ripetuto quanto già detto alle agenzie stampa due giorni prima, che si sono rivelate anche false.

Peccato per gli organizzatori e per la brava conduttrice che non hanno capito una mazza di quanto accaduto.

D’altronde gli organizzatori erano gli stessi che sono stati convocati dalla Ministra due giorni prima la manifestazione e si son bevuti il mare di promesse fatte, più o meno come Alemanno un paio di mesi fa al GayVillage, quando forse rispondere a tale convocazione “Grazie ma sarebbe preferible incontrarci dopo la manifestazione” sarebbe stato più opportuno.

Dopo questo teatrino, conclusosi comunque con la lettura – veloce – del messaggio, praticamente la manifestazione è andata in discesa: qualche intervento, l’apparizione della portavoce sul palco – con stuolo di compagne-amiche-colleghe alle spalle la ragione di cui non si è ben capita, ma siamo abituati a rimanere con tanti dubbi quando abbiamo a che fare con froci – e poi la passeggiata fino ali limiti di Piazza Venezia.

Una manifestazione di cui nonostante i passaggi ai TG non sarebbe rimasto nulla se non ci fosse stata l’aggressione a due ragazzi gay il giorno successivo allo svolgimento.

Temo ci stiamo abituando anche a questo.

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9 thoughts on “Un sabato da uguali, anche coi fischi

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      1. beh, questo blog ha i commenti liberi e questo dice già abbastanza sul mio criterio di libertà, di democrazia, e di uguaglianza…
        e con lo stesso metro rido anche di alcune opinioni altrui, non ti sta bene-? me ne dispiaccio ma qui è cosi che va…
        in fondo vieni qui a straparlare, senza sapere chi io sia e cosa io faccia, io ti lascio fare, e tu ti lamenti pure?
        ma stai scherzando penso…

  1. Se invece che affidare la battaglia a quelli che chiami “bravi organizzatori” l’avessero affidata a gente come Voi, capace solo di nascondersi nella massa e fare casino a prescindere questa battaglia sarebbe già persa!
    Contestare è lecito, risulta anche a me ancora consentito dalla costituzione e quindi bravi a farlo; ma vi siete chiesti per caso se qualcuno aveva voglia di ascoltare le parole della Ministra??
    NESSUNO e dico NESSUNO ha chiesto di non protestare (forse fischiavi talmente forte da non capire bene le parole che venivano dal palco), è stato solo chiesto di far leggere la lettera del Ministro. Quella a casa delle persone normali si chiama educazione ma come diceva Donnie Brasco “che ve lo dico a fare!”.
    Voi, che avreste dovuto esser li per l’uguaglianza, voi che dovreste aver aderito alla piattaforma politica, voi che avevate un’occasione per dimostrare d’essere almeno un po’ differenti a quelli che tanto contestate ed invece avete dimostrato di essere si UGUALI, ma UGUALI a loro!

    Se avete tutte queste energie e sapete come far girare il mondo vi do un piccolo consiglio; la prossima volta partecipate attivamente all’organizzazione, così avrete la possibilità di andare dal Ministro (e dimostrare, non a parole o fischi che lì son bravi tutti!) che siete ‘contro’ e non vi ‘bevete’ le promesse; avrete la possibilità (ma anche l’onore) di poter scegliere i percorsi (e pure andare a lottare in questura e comune per i permessi) insomma… avrete la possibilità di proporre la vostra idea di manifestazione. C’è bisogno di gente piena di energie, con voglia di fare, sono convinto sareste i benvenuti. Oppure è più facile far fare il mazzo al prossimo e poi criticare e pontificare?? Credo la seconda e questo post ne è la prova.

  2. Ah, un’altra cosa. Sono un pò stanco di certe idee di “pacifismo” che non sono altro che un mettere la coda tra le gambe. Se uno vuole fischiare, fare “booooo”, non ascoltare, deve farlo senza rischiare di passare per guerrafondaio.

    1. che dire, che mi fa piacere il tuo commento se non altro perché mi fa capire di esser riuscito ad esprimere chiaramente il mio…
      anche io penso che la Carfagna se realmente ci teneva veniva di persona, cosi come ha fatto Obama al meeting annuale di HRC.
      per quanto relativo il dialogo, purtroppo le istituzioni sono tali e dobbiamo per forza dialogarci, il ché però non vuol dire assolutamente chinare il capo e mostrarsi proni ad ogni decisione di questo interlocutore.
      sul percorso, nemmeno c’è nulla da dire, purtroppo abbiamo un protocollo per le manifestazioni da rispettare ed i percorsi sono solo alcuni – mi sembra 3 – tutti minimi e studiati per creare il minimo disagio possibile alla città.

      cmq, io – tra l’altro – mi son pure divertito a fischiare 😉

  3. Ciao,
    Sono d’accordo su tutta la linea del tuo discorso. Anche io non ho accettato l’urgenza di ascoltare le parole della Sig.ra Carfagna, in quanto penso che dimostrazione autentica di presa in carico del “problema” vada fatta in pubblico, davanti a tutti/e noi.

    Un’altra cosa che non mi piace è il “dialogo” che si tenta di instaurare con certi politici, per non ferirli troppo. Noto nel movimento un certo timore a “farsi dei nemici” in politica. Per non-farsi-dei-nemici intendo proprio l’atteggiamento della conduttrice.

    Un’altra cosa che vorrei far notare, ma penso che tu l’abbia già notata, è il percorso. Sempre questo percorso solito, blindato e appositamente fatto sfollare per dare meno visibilità alla manifestazione. La Piazza, è vero, era piena per metà, sembrava di stare in gabbia, una specie di acquario dove c’era permesso momentaneamente di nuotare. Per me non è questo che farà cambiare le cose.

    A presto
    Anto

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