Sconfitti da jeans e deejay


Ok, stiamo quasi per raschiare il barile. Dopo le offese, gli sberleffi, le botte, ora siamo arrivati ai coltelli.

No, non c’è stato il morto, non ancora, ma a questo punto viene spontaneo chiedersi se non ci sarà la prossima volta.

La notizia ha cominciato a girare sabato sera, parecchio dopo l’accaduto che risale alle prime ore di sabato mattina. Dapprima un flash al TG, che ho ascoltato per caso di rientro dal mare e che sono andato a cercare immediatamente sui giornali e sulle agenzie online. Non ho trovato che poche righe insignificanti, come se la notizia non fosse di rilievo. Poi noto che il caso monta e cosi i servizi sui giornali cominciano ad esser più dettagliati, ed i servizi ai TG più lunghi, anche provvisti di immagini e/o interviste. Ho avuto la netta sensazione che si sia tentato – non so da parte di chi e perché – di non dare troppa visibilità all’accaduto. Cosa immaginabile dai TG di Berlusconi visto che quanto accaduto offre la sponda alla polemica per la mancanza di una legge contro l’omofobia voluta dalla Ministra [?] Carfagna che non trova parole opportune a mio vedere (5) e forse era meglio se continuava a stare zitta come ha sempre fatto su questi avvenimenti, preferiamo fatti non chiacchiere.

Cosi come hanno approfittato – in netto ritardo rispetto alla Concia (2) – per rilasciare due laconici comunicati Franceschini e Bersani (4, 6). Più pragmatica invece la dichiarazione di Marino (7).

Veniamo cosi a sapere che malcapitato ragazzo accoltellato non è di Roma mentre l’omicida – perché tale è sempre chi usa un coltello contro un altra persona – invece si. Che è un pluri pregiudicato, e che è indagato in stato di libertà per tentato omicidio e non è stato arrestato perché mancava la flagranza di reato… ovvero è ancora libero di andare a cercare il testimone che lo ha riconosciuto, da solo o col suo sodale complice. Sappiamo che vuole fare il moralizzatore e nascondere un gesto naturale agli occhi di un 14enne, che se a quell’ora è ancora in giro per strada forse tanto ingenuo non lo si ritiene.

Cosa aggiungere a quanto si legge e si ascolta in questi giorni quindi. Vale la pena di parlare di tutti quelli presenti e che non hanno mosso un dito (3)? Forse, perché la cosa non mi meraviglia ne mi stupisce ma mi indispone. Perché io ancora credo che se non si fa un gesto, se non si alza una mano, se non si alza la voce per proteggere un proprio simile, allora si è perso quel senso di solidarietà alla base dei legami in tutte le comunità. Allora possiamo anche dichiararci sconfitti da jeans e deejay che a quanto pare restano l’unico motore ancora in grado oggi di far muovere le persone.

La foto di questo post viene da Sdegno di Codipec Pegaso del quale condivido in toto l’intero atto di sdegno.

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