La fatica di Facebook


Bill Gates disattiva il suo profilo su Facebook.
Prima di lui Daria Bignardi confessa la sua incapacità di gestire il mezzo e chiude il profilo.

Personalmente da un po sto riflettendo su questa mia permanenza su facebook. Non sono ancora arrivato alla conclusione di chiudere il profilo, questo no, ma sento di dovermi dare delle regole, e cosi ho cancellato alcune delle persone che comparivano nella lista degli amici, persone con le quali non avvo scambiato una parola, ai cui post non avevo lasciato nemmeno un commento non ritenendo interessante ciò che dicevano, oppure se avevo commentato non avevo ricevuto risposta perché magari loro non avevano ritenuto interessante quanto da me scritto.

Ricevo questo commento:

se il metodo si basa sulle parole scambiate resterò presto da solo qui su fb 😀 visto che non sono propenso (eccezioni a parte) a partecipazioni più espansive del “mi piace”.

Cmq scherzi a parte io non ho mai cancellato nessuno, a parte qualcuno che mi riempiva la posta e non solo, in modo insostenibile. Non mi interessa avere un numero esorbitante di amici allo scopo di sfoggiarli, infatti chi è “fuori” dalla mia lista per impostazione non la vede. Mi piace invece accettare tutti e avere una vasta rete di informatori inconsapevoli che tramite i loro contenuti mi aggiornano sul mondo.

Cmq tornando al punto centrale, di solito mi capita il contrario ovvero di essere cancellato da qualcuno che mi ha aggiunto e chiaramente non ne vengo mai a sapere le motivazioni. Il più delle volte credo sia per aver deluso le aspettative (quali aspettative non è dato saperlo) o gli obiettivi che risiedevano nella richiesta stessa.

La posizione è chiara e degna di rispetto ma io – sinceramente – penso quale altro metro di misura se non le parole scambiate qui sopra si possa usare, su uno spazio virtuale dove non ci si vede, non ci si sente, non ci si tocca… se non ci si legge e commenta allora che senso ha.

Anche io accetto chiunque e leggo quello che scrive, ma poi voglio un confronto, non mi basta pensare di esser letto. E dal momento in cui io espongo me stesso in toto, dati personali, immagini, situazione sentimentale, orientamento sessuale, allora voglio anche che chi entra in relazione con me faccia lo stesso, magari faccio salva qualche eccezione.

Se non entri in relazione con me – nemmeno a fronte di uno stimolo da parte mia – allora penso tu non sia interessato e quindi ti cancello io se non lo fai tu… e se non ci siamo mai detti nemmeno “ciao” che senso avrebbe spiegarti perché ti ho cancellato, forse manco sai chi sono 🙂

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2 pensieri su “La fatica di Facebook

  1. sono d’accordo con te, nel mio caso specifico ho molti contatti ma sono quasi tutti veri conoscenti e amici che ho aggiunto o accettato la loro richiesta di amicizia per giusta causa, qualche altro invece dovrebbe essere cancellato perchè aggiunto in un momento di ingenuo entusiasmo subito scemato o per inesperienza sulla rete, ma sto già selezionando.
    Sottoscrivo il tuo pensiero.

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