Dichiarazione di voto del Senatore Tocci

Pubblico con estremo imbarazzo – estremo – la dichiarazione di voto del Senatore Walter Tocci fatta oggi al Senato in occasione dela votazione sulla revisione costituzionale.
Lo dico chiaro onde evitare fraintendimenti: l’imbarazzo in questo caso mi è causato da quanto sto vedendo succedere, mentre condivido al 100% le parole del Senatore Tocci.

Speravo di modificare il giudizio negativo espresso nella discussione generale. Invece, sono costretto ad aggravarlo non solo per i contenuti, anche per il metodo. Non parteciperò al voto, ma rimango al mio posto per rispetto dell’aula e del mio partito.

Il governo ha impedito di apportare al testo quei miglioramenti che sarebbero stati ampiamente condivisi. Alcuni senatori di maggioranza sono stati costretti a ritirare gli emendamenti che avevano firmato. L’Assemblea ha mostrato di non apprezzare la revisione costituzionale. Molti colleghi hanno fatto sentire il dissenso solo con il voto segreto. Peccato che non lo abbiano espresso alla luce del sole. D’altro canto, chi ha criticato in modo trasparente e leale non ha ottenuto risposte di merito, ma è stato ricoperto di insulti a livello personale. Quando si tratta della Costituzione, è la qualità del dibattito a decidere in gran parte l’esito.

Non era mai accaduto nella storia repubblicana che il capo del governo imponesse una sorta di voto di fiducia sul cambiamento della Carta.
Aveva cominciato con l’intenzione di raccogliere il malessere dell’opinione pubblica verso le prerogative del ceto politico. Ma poi ci ha ripensato, conservando l’immunità per i consiglieri regionali che diventano senatori. Aveva promesso di tagliare i costi della politica, ma ha deciso di non ridurre il numero dei deputati. Questo cedimento ha creato uno squilibrio. La Camera diventa sei volte più grande del Senato e consente a chi vince le elezioni di utilizzare il premio di maggioranza per impossessarsi del Quirinale. Diciamo la verità: se Berlusconi avesse modificato la Costituzione indebolendo l’indipendenza della Presidenza della Repubblica avremmo riempito le piazze.

Nel ventennio passato, non solo a destra, anche a sinistra si è rafforzato il potere esecutivo a discapito del legislativo. Eppure la Seconda Repubblica non aveva concluso l’opera. Ci voleva un uomo nuovo per attuare il programma della vecchia classe politica.
La crisi italiana non è istituzionale, è politica, perché dipende dalla mancanza di progetti chiari e distinti. La destra non ha realizzato il liberismo che aveva promesso e la sinistra non ha contrastato le diseguaglianze come le competeva. I due poli poli hanno chiesto più poteri di governo senza sapere cosa farne. Tutto ciò ha prodotto tante leggi, ma nessuna vera riforma. Il vuoto è riempito dalle illusioni mediatiche. La cancellazione del Senato elettivo è un incantesimo per far credere ai cittadini che ora le decisioni saranno più spedite e produrranno di milioni di posti di lavoro. Purtroppo la realtà è ben diversa. Questa legge non porterà alcun beneficio ai cittadini.

Bisognava spendere la formidabile vittoria elettorale per ottenere la svolta in Europa. Avevamo tanto atteso il semestre a guida italiana, poteva dare un impulso all’iniziativa diplomatica del vecchio continente, proprio mentre si accendevano i fuochi di guerra a Est e nel Mediterraneo. Invece, si è bloccata la nomina del ministro degli esteri europeo. Se il premier avesse candidato Enrico Letta, prima che altri facessero quel nome, avrebbe dato prova di uomo di Stato che mette l’interesse generale prima delle inimicizie personali.

Torna il rischio di un avvitamento della crisi economica. Erano stati chiesti margini di flessibilità all’Europa, ma sono arrivate risposte negative. Il governo italiano si è rassegnato, passando a occuparsi solo del Senato e oggi raggiunge il suo obiettivo.
Il nostro ordinamento ne uscirà più confuso, gli elettori non sceglieranno gli eletti e si indeboliranno i contrappesi che rendono forti le democrazie europee.

Tuttavia, c’è un lato positivo. L’incantesimo non serve più. Da oggi si torna alla realtà. È finito l’alibi ventennale delle riforme istituzionali. I governi dovranno dimostrare di avere le idee e le capacità di governare.

E non ci vuole proprio stare…

Carlo Taormina, a seguito della condanna per le affermazioni discriminatorie contro i gay. Qui potete leggere l’Ordinanza del Tribunale di Bergamo.
Un grazie immenso va a L’Avvocatura per i diritti LGBT – Rete Lenford per il loro costante e continuo impegno.

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Ora aspettiamo al varco Giovanardi.

Figli gay badanti

Una volta un amico, parlando di genitori e di rapporto genitori-figli (una cosuccia leggera insomma) affermò più o meno cosi: i figli gay sono dei badanti ed i miei genitori son fortunati perché hanno due figli gemelli gay entrambi.
Ecco, allora ci fece ridere ma a quanto pare non è il solo a pensarla cosi.

Oroscopo

acquarioAcquario: “Armat spina rosas”, le spine difendono le rose, dicevano i latini. I presagi astrali suggeriscono che nelle prossime settimane farai bene a riflettere su questa massima. Come devi interpretarla? Lascio a te le conclusioni, naturalmente, ma ecco qualche indizio. Forse significa che devi proteggere la bellezza. Oppure che non puoi semplicemente contare sulla tua sincerità e sulle tue buone intenzioni, devi metterci anche un po’ di ferocia. Per poter fare quello che sanno fare meglio, le cose belle, morbide e fragili hanno bisogno di alleati sinceri, forti e coraggiosi.

gemelliGemelli: Ogni anno a febbraio attraversi una fase in cui ti è più facile vedere il quadro generale della tua vita. Se approfitti di questa possibilità, avrai la sensazione di essere in cima a una montagna e di scrutare nell’immensità. In agosto, invece, è più facile che tu riesca a vedere i dettagli che prima ti erano sfuggiti. I piccoli cambiamenti che non avevi notato perché erano troppo sottili diventano visibili. Se sfrutterai questa opportunità, avrai la sensazione di guardare in un microscopio. Infine, Gemelli, intorno al periodo della luna piena sia di febbraio che di agosto, dovresti essere in grado di alternare la vista dal microscopio a quella dalla vetta della montagna.

Oroscopo di Internazionale